Sinusite

Le camere d’aria nelle ossa dietro a guance, sopracciglia e mascella si chiamano seni paranasali. Producono muco, una sostanza fluida che filtra dall’aria respirata batteri e altre particelle. Pelucchi sottili, detti ciglia, spazzolano il muco fuori dai seni in modo da poterlo eliminare dal naso.

Si parla di sinusite quando si infiamma il rivestimento dei seni paranasali. Di solito, la sinusite fa seguito ad un raffreddore, ad un attacco allergico o ad irritazioni da inquinanti ambientali. Contrariamente al raffreddore, virale o allergico, la sinusite batterica ha bisogno del medico per la diagnosi e il trattamento con antibiotici per curare l’infezione e prevenire complicanze.

Riconosciamo due tipi principali di sinusite infettiva:

  • virale, se i sintomi durano circa 10 giorni o meno.
  • batterica, se i sintomi persistono per più di 10 giorni e la situazione tende a peggiorare.

I soggetti colpiti da una forma acuta possono ragionevolmente aspettarsi un recupero completo, spesso senza alcun bisogno di ricorrere ad antibiotici anche se la causa fosse batterica.

Nel caso di una forma cronica la gravità  dei sintomi è molto variabile da un soggetto all’altro e spesso richiede trattamenti a lungo termine per ridurre l’infiammazione; soggetti altrimenti sani sono associati in questo caso a una prognosi molto buona (completo recupero nella maggior parte dei casi), mentre in caso di soggetti debilitati da altre condizioni sono più soggetti a complicazioni batteriche. In assenza di trattamento anche soggetti in buona salute corrono un elevato rischio di complicazioni.

 

Quali sono i sintomi?

I sintomi tipici della sinusite sono:

  • muco nasale verde o giallo,
  • naso chiuso,
  • il dolore intorno a guance, occhi e/o sulla fronte,
  • mal di testa  frontale,
  • febbre  oltre i 38 °,
  • mal di denti,
  • riduzione del senso dell’olfatto,
  • alito cattivo  (alitosi).

 

Quali sono le cause?

La sinusite acuta può essere causata da:

  • Infezione virale: in molti casi, la sinusite acuta è conseguente ad un comune raffreddore.
  • Infezione batterica: se un’infezione del tratto respiratorio superiore dura più di 7 – 10 giorni, l’origine batterica è più probabile di quella virale.
  • Infezione fungina: anomalie dei seni paranasali o un sistema immunitario depresso aumentano il rischio di infezioni fungine.

Alcune condizioni di salute possono aumentare il rischio di contrarre un’infezione dei seni paranasali (quindi, la sinusite), come pure possono esporre a rischi maggiori di sviluppare sinusiti non dovute a una sottostante infezione. In particolare:

  • Allergie come la febbre da fieno: l’infiammazione che consegue alle allergie può ostruire i seni.
  • Polipi o tumori nasali: queste proliferazioni tessutali possono ostruire le narici o i seni.
  • Deviazione del setto nasale: pieghe del setto nasale (la parete tra le narici) possono restringere o bloccare le vie di comunicazione con i seni.
  • Infezioni dei denti: una piccola percentuale di sinusite consegue a infezioni dentali.
  • Altre condizioni mediche: la fibrosi cistica, la malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) o disturbi del sistema immunitario possono dare complicanze che bloccano i seni paranasali o aumentano il rischio di infezione.

 

Molte infezioni dei seni paranasali si risolvono con misure di auto-medicazione e trattamenti medici. In caso di frequenti recidive, si dovrà  escludere la presenza di cause come i polipi nasali o altro, come le allergie.

 

Quali sono i rimedi?

Per alleviare il dolore e la pressione provocati dalla sinusite, i problemi causati dalle allergie e la congestione nasale, è possibile utilizzare spray nasali decongestionanti (spray nasali medicati) e prodotti analoghi che servono per decongestionare le membrane nasali. Ripuliscono quasi immediatamente le vie aeree nasali e sono utili per curare le fasi iniziali di un comune raffreddore o di un’infezione virale.

Hanno grandissima efficacia e donano sollievo immediato, più degli spray cortisonici, ma a differenza di questi possono essere usati solo per 6-7 giorni consecutivi e poi vanno tassativamente interrotti, per non rischiare una ricaduta (e una dipendenza).

Decongestionanti combinati

Alcuni farmaci possono contenere più di un principio attivo, per comodità  d’uso del paziente. Ad esempio uniscono un analgesico/antinfiammatorio (paracetamolo o ibuprofene) e un decongestionante (pseudoefedrina). Questi prodotti alleviano sia i sintomi della sinusite sia quelli del raffreddore e dell’influenza, pur mantenendo le caratteristiche individuali di ciascun componente (inclusi gli effetti collaterali).

Antistaminici

Gli antistaminici servono per combattere i problemi di allergia che provocano la congestione nasale; gli antistaminici da banco, ad esempio la difenidramina o la cetirizina, possono essere usati per alleviare i sintomi come il prurito, gli starnuti o la congestione nasale. Sono utili per evitare il naso che cola per via dell’allergia, ma non servono a nulla contro il naso tappato nè contro la congestione. Gli antistaminici possono avere un effetto sedativo e causare sonnolenza e disidratazione; per ovviare a questo problema sono attualmente in commercio nuovi antistaminici non sedativi.

Esistono combinazioni a dosaggio ridotto con pseudoefedrina, un decongestionante che permette di esaltare gli effetti sulla mucosa nasale.

Combinazione di antistaminici e decongestionanti

Gli antistaminici e i decongestionanti sono spesso combinati, per alleviare i sintomi della congestione e del naso che cola e diminuire gli effetti collaterali complessivi. Gli antistaminici, infatti, tendono ad avere un effetto sedativo, ma, con l’aggiunta dei decongestionanti, questo effetto si attenua. Il prodotto risultante, quindi, allevia sia la congestione sia il fastidio del naso che cola.

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